APPROCCIO EMPATICO RELAZIONALE© E RICONOSCIMENTO EMPATICO


Approccio Empatico Relazionale© e Riconoscimento Empatico – La piccola Eleonora con Romoletto

APPROCCIO EMPATICO RELAZIONALE© E RICONOSCIMENTO EMPATICO

Le persone che hanno avuto la fortuna di vivere con un cane per un lungo periodo di tempo, possono aver provato una sensazione molto particolare, in cui ad un certo punto il proprio cane sembra una sorta di proiezione di sé stessi.

Non è difficile incontrare persone che vivono con il loro cane da tempo e leggere una somiglianza notevole, in alcuni casi davvero evidente.

Non è solo la fisicità ad essere simile, ma anche l’andatura, la maniera di guardarsi intorno e la dinamica relazionale con l’esterno.


Approccio Empatico Relazionale© e Riconoscimento Empatico – Elisabetta con Mamma Maremmana

Ci siamo chiesti perchè questo succede.

E la risposta risiede in diversi ambiti.

Come sempre.

Uno dei più convincenti è il grande potenziale empatico del cane, la sua capacità di riprodurre percorsi e tempi umani, in ambito domestico, condividendo gli step quotidiani, gli orari di sonno e di veglia, il tempo da dedicare ai pasti, alle uscite e ai momenti di relax.

Esiste una profonda connessione, nella mente del cane, tra la felicità e l’appartenere ad un nucleo umano.

Questa caratteristica ha avuto le sue origini nel momento in cui l’uomo e il cane hanno stretto il loro rapporto di alleanza, una preda e un predatore uniti da una necessità comune: quella di sentirsi reciprocamente protetti. 

E’ quindi intuitivo pensare che da questa potente motivazione possa generarsi una forma di identificazione, simile a quella che scatta nelle persone che vivono insieme da tanto tempo che finiscono per somigliarsi. 

Questa potenzialità, in realtà, non è una prerogativa dei cani, ma può verificarsi anche nei rapporti con altri animali che condividono lo spazio domestico, ad esempio con il gatto.

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