IAA con Alzheimer (Progetto Pilota di AAT presso il nucleo Alzheimer della RESIDENZA SANTAMARGHERITA (Villanova di Fossalta di Portogruaro,VE 2005).


 

ZOANTROPOLOGIA ASSISTENZIALE (PET THERAPY)

Chi possiede un animale domestico sa bene come la relazione con esso favorisca un benessere della propria salute fisica e mentale, difatti la relazione eterospecifica consente un rapporto sereno, spontaneo, sincero e appagante sempre utile e ancor più nelle situazioni in cui i rapporti interpersonali sono limitati.

Tale affermazione viene costantemente confermata da psicologi, psicanalisti, sociologi, educatori, medici e veterinari che si occupano di questa nuova forma di terapia che è adatta non solo per le persone deboli, malate o anziane, ma a chiunque ama gli animali.

Oggi si sta rivalutando il ruolo degli animali da affezione nella cura e nella prevenzione delle malattie umane, con un metodo “dolce” che si basa sull’affetto e sulla relazione uomo-animale.

L’applicazione di questa medicina alternativa o complementare alla medicina convenzionale ha trovato utilizzo nella cura di molte malattie sia fisiologiche che psicologiche.

L’animale domestico diventa quindi un nuovo, ma al tempo stesso, vecchissimo mezzo di equilibrio mentale e di contatto con la natura instaurando con l’uomo un rapporto chiaro pulito e semplice. La scienza che si occupa della relazione tra uomo e animale ha il nome di “zoantropologia”,questo termine ha un’origine abbastanza recente, anche se l’argomento a cui ci si riferisce, ovvero il rapporto uomo-animale, si perde nella notte dei tempi, quasi a connotare l’intera storia dell’uomo.

Nel nostro paese l’uso corrente del termine “zoantropologia”si può far risalire alla seconda metà degli anni Ottanta.

La zoantropologia è una scienza che analizza il rapporto uomo-animale in tutte le sue componenti, mirando a renderne più comprensibile la struttura, i fattori che lo regolano e le diverse tipologie riscontrabili nella nostra società, le possibili devianze e i rischi connessi.

Una caratteristica fondamentale della zoantropologia è la pluridisciplinarità, essa difatti  si avvale del contributo di diverse discipline- come la psicologia, l’etologia, la pedagogia, l’antropologia- per realizzare un quadro il più possibile coerente sulla rete di relazioni che legano l’uomo alle altre specie viventi.

Inoltre la zoantropologia si occupa della valenza assistenziale e terapeutica dell’interazione eterospecifica che spazia dalla valenza di semplice sostegno in particolari situazioni fino al ruolo emendativo per disabilità motorie o percettive.

“Pet therapy” é un termine anglosassone usato erroneamente in Italia per parlare delle terapie e attività svolte con l’ausilio dell’animale domestico e a volte della relazione uomo-animale in generale. In realtà questo termine inglese significa terapie praticate all’animale da compagnia che manifesta problemi del comportamento.Quindi per non fare confusione sarà meglio ricorrere a termini utilizzati ormai in quasi tutti i paesi del mondo in riferimento alle terapie e attività ed educazione assistita dagli animali.Pertanto quando si parlerà delle attività e terapie svolte con l’ausilio dell’animale domestico sarà meglio utilizzare tali terminologie:

  • Attività assistite dall’animale (AAA)
  • Terapie assistite dall’animale (AAT)
  • Educazione assistita dall’animale (AAE)

Le AAA/AAT/AAE fanno parte della “zoantropologia assistenziale”:essa è un ulteriore ambito applicativo della zoantropologia che si fonda sulla capacità del rapporto uomo-animale di:

  • Alleviare le sofferenze e dare sostegno a persone che versano in situazioni di stress psico-fisico.
  • Emendare handicap percettivi, motori, operativi.
  • Ausiliare progetti terapeutici.
  • Dare sollievo a individui che presentano situazioni debilitanti o che vivono in condizioni avvertite come marginali.

In Italia la zoantropologia assistenziale  è stata riconosciuta come cura ufficiale dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2003 recante disposizioni in materia di benessere degli animali da compagnia e Pet Therapy, su proposta del Ministro della Salute. Tale Decreto sancisce per la prima volta nella storia del nostro Paese il ruolo affettivo che un animale può avere nella vita di una persona nonché la valenza terapeutica degli animali da compagnia.

Ogni esperienza di zoantopologia assistenziale è il risultato di un lavoro sviluppato da un team interdisciplinare composto da numerose figure professionali:

  • Medico
  • Psicologo
  • Terapista della riabilitazione
  • Assistente sociale
  • Infermiere
  • Insegnante
  • Pedagogista
  • Veterinario
  • Etologo
  • Addestratore
  • Conduttore pet partners,

che interagiscono sul campo ciascuna con il proprio specifico ruolo ma in modo complementare. I membri del gruppo di lavoro partecipano direttamente sia alla progettazione e alla valutazione dei programmi sia allo svolgimento della attività e delle terapie in qualità di operatori.

Gli animali che vengono abitualmente coinvolti nelle AAA/AAT/AAE sono cani, gatti, criceti, conigli, asini, capre, mucche, cavalli, uccelli, pesci, delfini.

A Glasgow è stato presentato un sondaggio condotto su oltre undicimila australiani, cinesi e tedeschi, secondo il quale i padroni di un animale si ammalano raramente. Nei cinque anni dello studio, infatti, chi aveva un animale ha effettuato dal 15% al 20% di visite mediche in meno rispetto ai non proprietari. In particolare i più sani sono risultati gli intervistati che già da tempo vivevano con un animale.

Al secondo posto quelli che lo avevano avuto solo per il periodo della ricerca e all’ultimo quelli che non avevano mai posseduto un animale o che non ne avevano uno da molto tempo. Un’altra ricerca simile, condotta su 20 proprietari di cani utilizzati per la ‘pet therapy’, maschi e femmine, ha dimostrato che dopo cinque minuti passati con il proprio animale il livello di stress dei padroni diminuiva nettamente. Ma i vantaggi non si limitano alla salute. Un altro studio condotto nel Regno Unito da Cats Protection, ha coinvolto 700 proprietari di gatti. Ebbene, l’82% dei più anziani ha riferito che l’animale lo aveva aiutato a superare periodi di stress, il 62% ha detto che grazie a un micio era riuscito ad affrontare meglio momenti di solitudine e il 75% ha confessato di aver preferito a volte la compagnia del proprio gatto a quella degli amici o del partner. Sempre sui pazienti anziani uno studio condotto presso l’Istituto geriatrico Ca’ d’industria e Uniti luoghi pii di Como ha evidenziato virtù anti-Alzheimer degli animali da compagnia. Infine il risultato più sorprendente riguarda i ruolo della pet therapy per gli adolescenti a rischio. La ricerca, americana, ha dimostrato come il 100% dei detenuti adolescenti che ha potuto partecipare a un programma di recupero, coadiuvato dalla presenza di un cane, non era più ritornato in carcere. Non solo. Alcuni giovani con problemi comportamentali come la perdita di controllo o il disprezzo per l’autorità sono stati abbinati a cani “difficili”, che sono riusciti a insegnare ai padroncini ribelli il senso di responsabilità, di pazienza e di compassione.

I principali campi di azione della zoantopologia assistenziale sono:

 Finalità psicologiche-educative

  1. Trattamento disturbi comportamentali soprattutto nei bambini (cattiva o insufficiente socializzazione, inadeguato rendimento scolastico, insicurezza, ecc.)
  2. Riduzione della aggressività in situazioni critiche (manicomi criminali, prigioni, riformatori, ecc.)

Finalità psichiatriche

  1. Trattamento della Sindrome di Deprivazione (Autismo)
  2. Trattamento e prevenzione Sindromi Depressive degli anziani
  3. Stati di ansia e tensione neuro-psichica

Finalità mediche

  1. Convalescenze
  2. Ipertensione arteriosa
  3. Ricupero cardiopatici
  4. Malattie croniche soprattutto di tipo neuro-muscolare

Finalità motorie-riabilitative

  • Trattamento e riabilitazione per deficit motori, ma anche attività di tipo sportivo, come nell’Ippoterapia.

Animali e bambini sono una accoppiata vincente, ieri come oggi. Si dimentica però che ancor più importante è l’accoppiata tra animali e persone nella terza età, anche perché queste sono sempre più frequenti. Sono anche le persone che possono meglio di tutte sfruttare le attività profilattiche e terapeutiche degli animali familiari, non solo per la loro esperienza, ma anche per il tempo che possono dedicare loro, istituendo un intenso ed utilissimo rapporto interpersonale.

La presenza di animali familiari migliora lo stato psichico degli anziani, con innalzamento del morale.

In molti casi vi è anche un miglioramento dello stato fisico, non solo perché quando vi è un buono stato di salute mentale è facilitata anche la salute fisica, ma anche perché un animale da accudire obbliga a muoversi e la sedentarietà è uno dei grandi nemici della età matura.

La relazione zoantropologica consente all’anziano di ripristinare la consuetudine di un ruolo parentale interrotto dalla crescita e dall’uscita di casa dei figli.

L’anziano ritrova nell’animale un senso per il suo presente, un luogo dove può costruire nuove storie.

La presenza dell’animale e il prendersi cura di lui hanno importanti funzioni motivazionali:

1)il sentirsi utili,

2)il dare significato alla propria quotidianità,

3)il rispetto di orari e bioritmi.

Nei pazienti con demenza di Alzheimer, le poche ricerche effettuate sembrano indicare che gli animali da compagnia possono alleviare la solitudine, l’isolamento emozionale, migliorare la comunicazione, l’interazione sociale ed aumentare la stimolazione sensoriale. Inoltre, contribuiscono a dare un aspetto piu’ accogliente e familiare alle strutture in cui questi pazienti sono ospitati, rendendo piu’ piacevole anche il lavoro assistenziale.

Debra Buttram ha presentato i risultati di uno studio condotto presso l’Istituto Geriatrico Ca’ d’Industria ed Uniti Luoghi Pii di Como che dimostra come attraverso un apposito programma di terapia assistita da cani alcuni pazienti colpiti dal morbo di Alzheimer abbiano riportato diversi benefici: un discreto miglioramento della soglia di attenzione, uno spiccato miglioramento del livello di interazione tra i pazienti, una riduzione dei problemi comportamentali, un generale miglioramento dell’umore e delle capacità verbali.

Un’interessante lavoro di zoantropologia assistenziale con malati di Alzheimer è stato realizzato attraverso un Progetto Pilota di AAT presso il nucleo Alzheimer della RESIDENZA SANTAMARGHERITA (Villanova di Fossalta di Portogruaro(,VE).

 

DATI PROGETTO:

TOTALE INCONTRI: 10

DURATA DI OGNI INCONTRO: DUE ORE E MEZZO (DI CUI UN’ORA DI TERAPIA CON CANE E MEZZA CON GATTO.

FREQUENZA VISITE: UNA ALLA SETTIMANA.

PET OPERETOR: ANTINISKA CARRAZZA

OPERATORI PRESENTI DURANTE LA TERAPIA: DUE.

NUMERO TOTALE UTENTI INSERITI NELLA TERAPIA: SETTE.

GATTO: ASSISTE LA TERAPIA CON UN SOLO UTENTE.

CANE: ASSISTE LA TERAPIA SU UN GRUPPO DI SEI UTENTI.

DOCUMENTAZIONE: REGISTRAZIONE DELLA TERAPIA SU OGNUNA DELLE SCHEDE DEGLI UTENTI,VALUTAZIONE E PIANIFICAZIONE DELL’INTERVENTO PRIMA E DOPO OGNI VISITA,REGISTRAZIONE DELL’INTERAZIONE DA PARTE DEL PET PARTNER,REGISTRAZIONE DELLA TERAPIA DA PARTE DEGLI OPERATORI,OSSERVAZIONE/DOCUMENTAZIONE DEI RISULTATI A BREVE/LUNGO TERMINE.

MATERIALI RACCOLTO: FOTO,FILMATI.

SUPERVISORE: L’ATTIVITA’ SI SVOLGE SOTTO LA SUPERVISIONE SCIENTIFICA DEL CENTRO STUDI INTERNAZIONALE PERUSINI ALZHEIMER DI PORDENONE.

FINANZIATO DA: RESIDENZA SANTAMARGHERITA.

Tale progetto è stato realizzato dalla mia collaborazione con il Centro Studi Internazionale Perusini Alzheimer di Pordenone, che ancor oggi ringrazio per avermi dato la possibilità di vivere un’esperienza così ricca e profonda sia dal punto di vista professionale che da quello personale.

La valutazione finale relativa all’esperienza di zoantropologia assistenziale realizzata all’interno del nucleo Alzheimer della Residenza SantaMargherita è stata  estremamente positiva.

Questo progetto di zoantropologia assistenziale a mio parere ha permesso ad ogni individuo che ha partecipato agli incontri, e non parlo solo degli ospiti, di poter godere dei benefici apportati dalla presenza degli animali.

Con lo scorrere degli incontri ho riscontrato una crescente partecipazione ed armonia da parte di tutti,così le sedute di AAT, sono diventate un luogo dove provare forti emozioni, dove ricevere amore, dove perdersi in meravigliosi sorrisi e racconti degli ospiti,dove vedere un intensificarsi delle relazioni e della collaborazione tra gli ospiti.

Sono rimasta sbalordita nel vedere persone che, a causa di una malattia perfida, hanno perso il loro passato, con la presenza dell’animale hanno potuto riallacciare una continuità con esso.

Ospiti molto compromessi dal punto di vista cognitivo a distanza di una settimana continuavano a ricordare il nome dell’animale,il mio abbigliamento o la ciotola destinata ad abbeverare gli animali.

Durante l’interazione con gli animali non si sono verificati disturbi del comportamento e proprio a tal proposito racconterò di come l’interazione eterospecifica sia stata estremamente positiva per un ospite in particolare…

Di lui per motivi di privacy non farò il nome, appena conosciuto gli ho visto brillare gli occhi per la presenza dell’animale,normalmente questo ospite è iperattivo ed ha difficoltà di comunicazione, a causa del decorso della malattia difatti non riesce più ad articolare le parole e si esprime solo attraverso l’utilizzo di sillabe…

Già durante il primo incontro tra lui e Minnie (la mia cagnolina che ha partecipato alla realizzazione del progetto pilota) c’è stato subito feeling, si scambiavano intensi sguardi e si cercavano, dall’interazione con lei questo ospite era riuscito subito a trarre dei benefici, difatti era molto più rilassato e le operatrici mi hanno riferito che anche nelle ore successive alle AAT i risultati persistevano.

La vera sorpresa poi fu nel constatare che nei successivi incontri questo ospite riusciva, ogni qual volta era presente l’animale, ad esprimersi correttamente facendo uso di parole, sia rivolgendosi al cane ma anche con me e gli operatori per dirci cosa Minnie faceva o quello che lui pensava di lei.

Al mio arrivo in struttura era il primo ad accogliermi e mi aiutava con la gestione del cane.

Conservo ancora un bellissimo ricordo del progetto realizzato all’interno del nucleo, gli ospiti hanno reagito in maniera positiva e tutti, ospiti, operatori, animali ed io abbiamo contribuito alla creazione una nuova realtà serena e piacevole.

Nei miei pensieri quella realtà continua ad esserci e ad essere un nuovo mondo,un nuovo piano di relazione viva, attiva e rassicurante dove è bello pensare di potersi ritrovare

FONTI:

Antiniska Carrazza, Pet Therapy: Una calda e morbida presenza accanto alla persona malata da “Alla ricerca della persona smarrita” a cura di G.Rinoldi, L.Espanoli, M.Roncaglia.
http://www.ciaopet.com/ Pet Therapy Dott.ssa Cesira Marci
 Lineamenti di zoantropologia di Roberto Marchesini
 Ministero della Salute.
Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità Pubblica Veterinaria,
Laboratorio di fisiopatologia di organo e di sistema dell’Istituto Superiore di Sanità;
Istituto Zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e Molise;
Ministero della salute -Direzione generale della sanità pubblica veterinaria , degli alimenti e della nutrizione- ufficio X
Diana Guarnirei,Ufficio Stampa Assalzoo – Gruppo Alimenti per Animali da Compagnia
Elisabetta Ragnetti Redazione Ministerosalute.it gennaio/2003
Laboratorio di fisiopatologia di organo e di sistema dell’Istituto Superiore di Sanità;
Istituto Zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e Molise;
Francesca Furiozzi Redazione Ministerosalute.it gennaio/2003
Grazia Sadun/ Piera Volpati – Redazione Ministerosalute.it – gennaio/2003
A.I.U.C.A. Debra Buttram e Marcello Galimberti
http://www.ciaopet.com/Principali campi di applicazione della  pet therapy  Dott.ssa Cesira Marci
http://idra.tripod.com/therapy.htm  Principali campi di azione della pet therapy (UTEPA)Ballarini Giovanni
Adnkronos Salute, 7 ottobre
Medicine alternative Marco Malagutti
http://idra.tripod.com/therapy.htm Animali per la terza età di Giovanni Ballerini
http://www.willie.it/pet Therapy  Il parere del neurologo di Frabrizio Giuliani
Animal Assisted Therapy in a Nursing Home Alzheimer Special Care Unit
Giovanni Bigatello*, Pasquale Fresca*, Debra Buttram**, Marcello Galimberti**
*Istituto Geriatrico Ca’ d’Industria ed Uniti Luoghi Pii, 22100 Como
**AIUCA (Associazione Italiana Uso Cani d’Assistenza), 23042 Bosisio Parini

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