LA COMUNICAZIONE TRA UOMO E CANE


LA COMUNICAZIONE TRA UOMO E CANE

 

 

 

 

 

 

 

Alla base di un buon rapporto tra cane e uomo c’è la comunicazione, difatti solo se questa risulterà corretta sarà possibile instaurare un giusto e piacevole legame con il nostro compagno a quattro zampe.

Nel momento in cui cominciamo ad interagire con il cane dobbiamo pensare che abbiamo a che fare con un soggetto profondamente diverso da noi e tanto magnifico proprio per questo.

Non dobbiamo mai commettere l’errore di antropomorfizzare il cane, ossia non dobbiamo attribuire valori umani alle sue azioni, è invece importante che iniziamo a conoscere e a rispettare quello che è l’universo canino.

Solo acquisendo delle nozioni etologiche sul cane potremo comprendere appieno i messaggi che ci invia e il significato delle sue azioni.

L’uomo per mezzo delle parole può comunicare con i suoi simili, tuttavia la comunicazione verbale può avere dei grossi limiti (es: due o più individui che parlano lingue diverse), anche se una serie di messaggi può comunque essere trasmessa.

Questo è quanto accade tra uomo e cane: non esiste una comunicazione verbale in comune ma nonostante ciò avviene una trasmissione di messaggi.

La possibilità di comunicazione può essere divisa in tre parti:

  • verbale: la comunicazione è fornita dalle parole
  • paraverbale: la comunicazione è fornita dal tono, dal ritmo e dalle pause della voce
  • metaverbale: è un sistema di comunicazione non sonoro offerto dalla gestualità, dal linguaggio del corpo, dalla mimica e dalle posture

Inoltre, il cane possiede ulteriori vie di comunicazione che passano attraverso la ricezione di segnali tattili, termici, olfattivi (comunicazione chimica).

La comunicazione tra uomo e cane avviene attraverso l’invio e la ricezione di messaggi; l’interazione tra i due soggetti è pertanto molto stretta e continuata, così da essere definita come un sistema di feedback continuo.
Questo significa che in base alle risposte del cane il conduttore dovrà modificare i messaggi da inviare.

Un buon messaggio per poter essere recepito deve possedere tre punti fondamentali:

  • leggibilità: il messaggio è reso leggibile dalla comunicazione non verbale. La leggibilità di un ordine è fondamentale per la sua esecuzione. Più si parla, più il cane va in confusione, quindi l’ordine deve essere chiaro e conciso
  • affidabilità: è data dalla convinzione di chi invia il messaggio. Se non ci si sente sicuri di sé e dei propri ordini difficilmente il cane li eseguirà perciò se non si è convinti di dare un comando è meglio non darlo
  • accetabilità: è data dal rapporto che si ha con il proprio cane. Se il lavoro è basato sulla reciproca stima e fiducia il cane eseguirà qualsiasi ordine con piacere

Nell’interazione con il cane è quindi necessario che l’uomo si porti sul piano di comunicazione dell’animale piuttosto che pretendere il contrario.

 

 

Una corretta comunicazione permette di creare un rapporto forte con il cane e dà al cane la possibilità di capirci e di interpretare la nostra volontà.

Inoltre risulterà di fondamentale importanza conoscere i processi mediante i quali il cane è in grado di apprendere.

Tali informazioni potranno essere acquisite dal proprietario con l’aiuto di persone qualificate che gli permetteranno di scoprire dal puto di vista scientifico il mondo canino e potranno essere ampliate e approfondite attraverso delle letture appropriate.

Quando ci relazioniamo con l’animale quindi dobbiamo inviare dei messaggi chiari, concisi e non contraddittori, pertanto è inutile essere nervosi o irritati, avere fretta e urlare, tutti questi comportamenti provocheranno al cane disaggio e voglia di allontanarsi da voi.

Vanno inoltre aboliti metodi di educazione coercitivi e basati sullo scontro fisico, questi non vi porteranno nulla di buono e non aiuteranno di certo il vostro rapporto con l’animale.

Ricordate inoltre che per il cane la punizione non ha alcun valore educativo, vanno invece premiate e incentivate attraverso l’uso della coccola, del bocconcino e del gioco tutte le azioni che vi piacciono.

Il cane può essere “fermato” attraverso l’invio di un comando (tipo il NO) solo nel momento in cui compie un’azione sbagliata e di conseguenza va indirizzato a comportarsi come voi desiderate.

Il NO risulta controproducente invece in tutte quelle situazioni in cui il cane sta producendo comportamenti errati per attirare la vostra attenzione.

In questo caso si interrompe l’azione con un controcondizionamento negativo indiretto tipo i dischi di Fisher che devono essere gestiti in modo corretto, senza farsi vedere dal cane, senza colpire il cane e senza creargli situazioni di stress.

Se il proprietario ha la sensibilità di porsi sul piano di comprensione dell’animale invece di pretendere il contrario ed è in grado di accreditarsi nella maniera più appropriata, sicuramente la vita insieme al suo cane sarà piacevole e ricca di belle esperienze.

Un cane ben educato e con un buon rapporto con il suo proprietario è un animale felice e ben gestibile.

Visto che il cane comunica con i suoi simili e con noi in prevalenza attraverso posture e rituali posturali un altro aspetto che non deve tralasciare un attento proprietario è l’acquisizione di nozioni valide sulla comunicazione sociale del cane.

A seguire trovate un’immagine di quest’ultime per comprenderne il significato:

In ultimo risulta fondamentale conoscere i Calming Signals nel momento in cui vogliamo comunicare con il nostro cane.

Questi segnali comunicativi che hanno lo scopo di tranquillizzare l’animale sono stati codificati da Turid Rugaas che ne ha ampiamente parlato nel suo libro.

Ormai gli addetti al settore cinofilo li conoscono ampiamente ma forse dovrebbero essere conosciuti da tutti vista la loro importanza.

Difatti il cane invia segnali calmanti non solo per autotranquillizzarsi ma anche per tranquillizzare gli altri proprio perché il cane essendo un animale sociale evita il più possibile di creare conflitti con i suoi simili e con chiunque si trova ad avere a che fare.

I Segnali Calmanti fanno parte della comunicazione metaverbale e stanno ad indicare che il cane in quel momento si trova in una situazione di disagio più o meno grave.

Ecco, dunque, quali sono i principali segnali calmanti:

1) l’avvicinamento laterale

 

Per il cane un avvicinamento diretto e frontale equivale a una sfida e/o a una dichiarazione di dominanza.

Al contrario, un avvicinamento laterale, meglio se preceduto da una curva piuttosto ampia, è un segnale di non-belligeranza, una dichiarazione di intenzioni pacifiche, una negazione dello scontro e del confronto.

 

2) non fissare negli occhi, girare la testa o tutto il corpo

Per il cane, fissare negli occhi equivale a sfidare l’avversario: il calming signal, quindi, è l’esatto opposto. Due cani che non hanno intenzioni bellicose distolgono lo sguardo, guardano altrove, a volte spostano tutta la testa, a volte si mostrano direttamente il sedere (e qui il messaggio è sempre doppio: visivo e olfattivo, perché le ghiandole perineali sono tra quelle che emettono feromoni a tutto spiano, oltre ad altre importanti informazioni sul sesso, l’età, lo stato di salute dei due soggetti).

Se il cane distoglie il suo sguardo ma noi continuiamo a fissarlo dritto in faccia, lui si sentirà non solo sfidato, ma anche offeso.

Girare la testa quando un altro cane (specie se cucciolo) avvicina il muso è un segnale di “benevola dominanza” utilizzato verso i sottomessi.

3)  sbadigliare

Lo sbadigliare nel cane ha molti significati.

Il cane può sbadigliare, per sonno o per noia: ma può farlo anche per pacificare un avversario o per comunicare uno stato di tensione o stress.

Per interpretarlo in modo corretto, è bene non considerarlo da solo, ma unito ad altri gesti e segni che il cane sicuramente invierà (i segnali di calma non sono quasi mai singoli, ma “viaggiano in gruppo”).

4)  sbattere le palpebre, ammiccare

Solitamente accompagnato dal distogliere lo sguardo e dallo spostare la testa, è esclusivamente un segnale di pacificazione (facile da imitare anche per noi, anche se dobbiamo accertarci che il cane ci stia guardando in faccia.

5) muoversi lentamente, immobilizzarsi

Anche questo è un segnale ambivalente, che può comunicare pacificazione oppure tensione, insicurezza, stress.

Viene utilizzato soprattutto dai cani che temono di poter essere attaccati da un loro simile, fino ad arrivare all’immobilizzazione totale (freezing), spesso accompagnata dal gesto di sedersi o di sdraiarsi, se il cane vuole manifestare anche sottomissione.

Rallentare i propri movimenti e immobilizzarsi sono segnali che possiamo inviare anche noi umani nella stessa situazione, ovvero quando temiamo che un cane intenda attaccarci.

6) leccarsi le labbra ed il naso

Questo è uno dei segnali di calma che il cane lancia più frequentemente, in modo più o meno eclatante (alcuni cani lasciano appena spuntare la punta della lingua, altri sembra che vogliano leccarsi fino alla fronte), ma sempre riconoscibile.

7) “far finta di non vedere” l’altro cane

Spesso un cane, avvicinato da un suo simile, si comporta come se proprio l’altro non esistesse.

Annusa per terra, si guarda intorno, sembra non accorgersi della presenza dell’altro.

In realtà sta comunicando la sua assoluta non-belligeranza: è un segnale di calma molto forte, che i proprietari non devono sottovalutare.

8)  mettersi in mezzo

Questo gesto, che tecnicamente si chiama splitting, è l’esatto equivalente del gesto umano di interporre il proprio corpo tra due amici che stanno litigando e minacciano di passare ai fatti.

E’un segnale di calma fortissimo, che possiamo usare anche noi e che ottiene quasi sempre risultati molto efficaci prima che lo scontro sia iniziato ovviamente altrimenti non lo si può più attuare.

Può essere efficace anche dopo ma può diventare rischioso.

I calming signals identificati dalla Rugaas sono 27 in tutto, di questi molti possono avere numerose sfacciettature di significato pertanto per chi li volesse approfondire conviene informarsi direttamente sul libro della Rugaas.

Intanto quelli di cui abbiamo parlato sono comunque un buon inizio.

Il cane, oltre ai segnali corporei, emette segnali olfattivi: secondo gli studi più recenti la comunicazione tra cani avviene “a gesti” (mimica corporea e facciale) per il 65-70% e con l’emissione di feromoni per il 25-30%, mentre solo il restante 5-10% è dedicato alle emissioni vocali.

Purtroppo per quanto riguarda la parte dei segnali olfattivi noi esseri umani non siamo in grado di averne percezione ma per quanto riguarda tutto il resto dovremmo invece informarci e aggiornarci se vogliamo costruire una buona relazione con il nostro cane

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *